Play off 2018: RIFLESSIONI SU UNA SCONFITTA ANNUNCIATA

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di Francesco Monteleone

Il Bari rimane in serie B e non sarà una tragedia, come pensavano i più aggressivi tifosi. Cittadella-Bari è finita 2 a 2: IL primo tempo è stato giocato da entrambe le squadre con la paura addosso di scontentare il proprio pubblico; il secondo tempo il coraggio ha preso il posto della meschinità e ci sono stati (pochi), ma divertenti colpi di scena.
Dire che la squadra biancorossa meritava la serie A è sempre stata un’enorme esagerazione, dall’inizio del campionato alla capitolazione del 3 giugno nello stadio della Sitadèa, bellissimo comune in provincia di Padova.
Nell’industria del calcio, per affermarsi, ci vogliono capitali, strutture efficienti (non uno stadio bucherellato) e soprattutto calciatori lontani dalla cessione o dalla pensione.
Dunque l’anno prossimo, il Cittadella (che rimarrà anch’essa in serie B) si scontrerà con 3 squadre pugliesi, Bari, Lecce e Foggia e noi pugliesi avremo 6 derby infuocati per scommettere su vittorie immaginarie, sperando che i disonesti in campo non si vendano le partite.
I tifosi biancorossi si ribellano sempre più spesso contro Giancaspro, perché dopo il tramonto dei Matarrese, la notte è stata lunga e senza stelle e l’alba ancora non arriva.
Che c’è di sbagliato in questa situazione angosciosa? Ognuno dice la sua, perché il calcio è il primo produttore al mondo di chiacchiere prive di comprensione autentica, quindi facciamolo anche noi.
Diversamente da quelle di Lecce e Foggia, la società calcistica del capoluogo sembra avere limiti nel futuro, ci appare senza crescita. Ci sono cause oggettive per questo impantanamento. Gli strumenti per emergere nei campionati sono in larga misura economici e in parte politici e dove c’è ingiustizia sociale le squadre soffrono di più (vedi Taranto). L’intero sud Italia è da anni in depressione, riuscire a stare in serie B non è una sfortuna, né responsabilità di arbitri in malafede. Semplicemente gli atleti gestiti dal mister Grosso non sono stati tanto forti da prevalere sugli avversari. Peccato! Questa constatazione è difficile da sopportare? Forse è più difficile da gestire.
Molti chiedono ingenuamente ai giornalisti: e ora? Rispondere non è difficile; basta puntellare i traguardi raggiunti e immaginare un futuro impossibile. Tutti noi cittadini e sportivi diamoci il compito di rilanciare l’ideale e il sogno dei padri fondatori, con maggiore concretezza. Non bisogna adagiarsi e lasciare che le cose funzionino da sole. Ognuno faccia la sua parte, nelle 3 città pugliesi che dovranno difendere l’onore calcistico nella prossima stagione. Perciò, tanti auguri ai tifosi di Lecce e Foggia (fratelli e non nemici).
Il presidente Giancaspro, dopo tanti mesi di tribolazione passati a risolvere problemi finanziari, errori dei collaboratori e diffidenze delle istituzioni pubbliche, certamente non vorrà compromettersi di più con false promesse e dovrà, subitissimo, costruire qualcosa, su quel poco che gli rimane in mano. In bocca al lupo anche a lui e Viva il calcio! senza del quale non riusciremmo a vivere.

Francesco Monteleone