TITO E GLI ALIENI Regia di Paola Randi, Italia, 2017

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di Francesco Monteleone

Ora lo so. L’ho visto con gli occhi in questo film.

Il dolore più grande che dobbiamo affrontare nella vita è la morte dei genitori. Muoiono anche gli amici, le mogli, le persone che stimiamo…ma la perdita definitiva di padre e madre non è controbilanciata da niente.

Einstein diceva che passato, presente e futuro sono un’illusione. Dal punto di vista fisico è vero; ma per la nostra mente non ci sono inganni. Il tempo scorre in un’unica direzione, nessuno ci ha mai dimostrato che l’anima è immortale e dai cimiteri non si torna indietro.

Perciò, Il desiderio più grande che abbiamo è anche il più irrealizzabile. Qual è? Riparlare con una persona cara che è scomparsa, risentirla, farsi dire qualcosa di nuovo rispetto a tutte le cose che ci ha detto quando viveva e che rimpiangiamo per averle dimenticate o sttovalutate.

Questo è il tema di un film dolcissimo che smorza la nostra utilitaristica ragione,  che raddoppia la nostra voglia di vivere sulla terra i pochi anni che recuperiamo dall’universo, con tanto più amore e fantasia.

Ora tagliamo con la scure la sinossi e questo ci rimane: Tito, un bambino di 7 anni, perde il padre, ma non avendo consapevolezza della morte, continua a cercarne il contatto fisico, fino a quando…

Chi di noi non ha la voglia pazzesca di riparlare alle persone care che non ci sono più? Quante volte speriamo che qualche scienziato ci dica che possiamo tornare indietro nel tempo e rivivere il nostro passato? Quanto vi piacciono i film come ‘Ritorno al futuro’?

Mettete insieme tutte queste cose e potrete godervi intensamente il film di Paola Randi, sempre divertente, sempre intelligente, sempre sorprendente.

Luca Esposito e Chiara Stella Riccio, giovanissimi attori napoletani, spiccano per le loro casarecce virtù: simpatia, perspicacia, immatura filosofia. Valerio Mastrandea continua a essere il dio minore del turbamento. La sua faccia non ha raggiunto il culmine dello sfruttamento e ancora una volta attrae lo spettatore con ironia e ingenuità. I paesaggi del Nevada, le location di Montaldo sono sotto il dominio dello stupore fantascientifico. I dialoghi tra napoletani e marines americani sono una vera trovata comica.

Eppoi, avrete qualche lacrimuccia. La commozione finale prova a dissipare i nostri timori verso l’infinito, i nostri dubbi sulla natura del tutto, la commiserazione verso chi ci ha preceduti nella morte. Non è un un film duro, anzi…si lascia la sala cinematografica con la gioia nel cuore e, sazi di buoni sentimenti, si riesce a evitare di affossare la serata con un paio di panzerotti, gli alieni fritti che hanno invaso e conquistato la terra barese con l’arma del colesterolo.

TITO E GLI ALIENI non è una risposta possibile agli enigmi dell’essere, ma fa brillare una stella: la fiducia più salda, molto più salda nell’amore tra esseri umani. E vi pare poco per 5 euro di biglietto?

Francesco Monteleone