ROGHI: CORSI E RICORSI

Di Vito Antonio Loprieno

Di Vito Antonio Loprieno

Confronto più facile non v’è!
Quanto riportato dalle cronache lunedì 2 febbraio, a Mosul in Iraq, ci riporta indietro di oltre ottant’anni.
Era il 10 Maggio 1933 quando Goebbels nella piazza dell’Opera (Opernplatz), l’attuale Bebelplatz, decise di cancellare qualsiasi testimonianza della cultura non tedesca mettendo al rogo oltre 25.000 volumi, di autori come Einstein, Brecht, Darwin, Hemingway, Marx, Zola, Kafka e tanti altri.
Falò accompagnati da frasi deliranti: <No alla decadenza e alla corruzione morale … L’uomo tedesco del futuro non sarà più un uomo fatto di libri, ma di carattere … è a questo scopo che noi vi vogliamo educare …>.
A Mosul oggi è accaduto ancora una volta.
Presa d’assalto la biblioteca centrale della città, sono stati messi al rogo centinaia, forse migliaia, di libri, al grido: <Sono libri infedeli, che spingono a disobbedire ad Allah>.
Una triste analogia, con un finale peggiore. Delle copie bruciate a Berlino contava il gesto, trovandosi quei libri in altre biblioteche del mondo. In Iraq si trattava di trattati di filosofia, poesie, volumi scientifici, rari, spesso unici, sottratti all’umanità, per sempre.
Quando nel 2003, dopo l’invasione americana, in Iraq si diffuse caos e vandalismo, la popolazione da quella biblioteca prese e custodì nelle proprie abitazioni manoscritti, papiri, pergamene, antichissime testimonianze di quella straordinaria e importante culla dell’umanità, per sottrarle ai saccheggi.
L’Isis così facendo dimostra di non avere storia da preservare. E nemmeno futuro in cui credere. E’ solo questione di tempo!

Vito Antonio Loprieno